ARTICOLI SULLO YOGA:

Lo Yoga e il metodo Iyengar

Lo yoga durante le mestruazioni

Il mal di schiena: curalo con lo yoga

Il diabete e lo Yoga

Le malattie cardiovascolari e lo yoga

Lo yoga contro la cellulite

Lo yoga e le funzioni respiratorie

I bambini e lo yoga

Intervista a Mr Iyengar


Lo yoga nella vela

I klesha - le cinque afflizioni



:

Lo yoga fa' bene

Alla scoperta dello yoga

L' efficacia dello yoga

I benefici dello yoga

Fenomeno yoga

Lo yoga-Ginnastica o Filosofia

L' ipertensione arteriosa

Nuove cure per la schiena

Yoga in gravidanza


Viloma Pranayama

 

 

 

Benefit Centro Yoga Grosseto

 

LO YOGA E IL METODO IYENGAR

LO YOGA: FILOSOFIA E PRATICA

Lo yoga e’ uno dei sei sistemi ortodossi (Darshana) della filosofia Indiana. E’ un metodo che promuove la ricerca interiore dell’ individuo e la sua crescita personale. Dalla radice sanscrita yuj-“union”, lo scopo dello yoga e’ proprio l’ unione del corpo, della mente e dello spirito.

Attraverso un insieme sistematico di conoscenze teoriche che trovano applicazioni pratiche, lo yoga insegna la disciplina del corpo e la ricerca di una pace interiore per raggiungere come obbiettivo finale la liberazione dell’anima (Kaivalya).

Patanjali, un antico saggio indiano vissuto tra il 500 e il 200 a.C., con la sua opera classica degli Yoga Sutra, e’ considerato il padre fondatore dello yoga.
Nel sutra I.2, Patanjali definisce il concetto di yoga come “yogah cittavrtti nirodhah”, cioe’ come il controllo delle divagazioni di citta, intendendo per citta l’unione della mente, dell’intelletto e dell’ego.
Nel sutra II.29 “yamaniyama asana pranayama pratyahara dharana samadhayah astau angani”, Patanjali divide e riassume lo yoga in otto stadi, da cui appunto deriva il nome Asthanga yoga.

1.Gli Yama, i principi e le discipline morali a cui l’individuo deve astenersi, per esempio l’astensione dalla violenza;
2.I Nyama, l’osservanza dei precetti di vita, per esempio come quello di applicarsi allo studio;
3.Gli Asana, gli esercizi che purificano e disciplinano il corpo e lo preparano alla meditazione;
4.Il Pranayama, il controllo del respiro per il conseguimento della disciplina mentale;
5.Il Pratyahara, il ritirarsi dei sensi e frenare il loro contatto con il mondo esterno;
6.Il Dharana, la totale concentrazione di citta su di un punto focale ( un oggetto, un suono, un concetto, un compito, un movimento….);
7.Il Dhyana, la meditazione, cioe’ una concentrazione ininterrotta senza limiti di tempo o di spazio;
8.Il Samadhi, l’ottavo e ultimo stadio dello yoga, l'autorealizzazione, l'immergersi dell’anima individuale nell’anima universale.

Gli otto stadi dello yoga si collegano e si compenetrano. La pratica degli asana deve essere compresa e insegnata per poter essere di supporto alla pratica del pranayama ed entrambe sono la chiave per sviluppare yama e niyama. Quando la mente conquista equilibrio e concentrazione, si raggiunge la meditazione e ci si perde nell’esperienza del superconscio, entrando appunto nell’ultimo stadio dello yoga, il Samadhi.

L’IYENGAR YOGA

L’Iyengar yoga e’ un metodo di Yoga insegnato secondo gli insegnamenti tradizionali del maestro BKS Iyengar. Basato sui principi dell’Asthanga yoga divulgati dal filosofo Patanjali negli Yoga Sutra, il metodo Iyengar unisce la filosofia dello yoga alla pratica delle posture (asana).

La metodologia dell’insegnamento si basa sui principi di anatomia e fisiologia e una particolare attenzione alle esigenze motorie specifiche dell’individuo. Ogni lezione viene infatti insegnata seguendo una precisa sequenza di posizioni, fornendo allo studente istruzioni intelligenti e dettagliate.

Questo tipo di yoga si caratterizza per l’ uso dei supporti ( mattoni di legno, coperte,cinture, sedie, etc.) nell’eseguire le posizioni. I supporti hanno lo scopo di migliorare la qualita’ delle posture e aumentare i benefici che ne derivano, soprattutto in coloro che soffrono di eventuali patologie. La pratica dell’ Iyengar yoga ha come effetto infatti quello di migliorare la postura, favorendo il ripristino della simmetria nel corpo e il riequilibrio energetico attraverso il superamento delle contratture muscolari.

Sotto un aspetto piu’ spirituale, l’Iyengar yoga fornisce un supporto, l’intenso lavoro sugli asana appunto, per disciplinare la mente, sempre intesa in senso lato come l’inconscio, subconscio, conscio e superconscio. Attraverso la precisione nei movimenti e l’attenzione al corpo e al respiro si sviluppa autoconsapevolezza e si rafforza il sistema immunitario. Praticato con costanza, l’Iyengar yoga favorisce le reazioni normali dell’organismo, e quindi le nostre possibilita’ di guarigione e autoriparazione.

Per diventare insegnanti di Iyengar yoga bisogna aver praticato Iyengar yoga per almeno tre anni prima di poter accedere al corso di formazione insegnanti che ha una durata di tre anni. In seguito gli insegnanti Iyengar sono tenuti a una pratica personale costante e a continui aggiornamenti e stage intensivi per il mantenimento del diploma. A tutela della qualita’ dell’insegnamento del metodo stesso e per garantire la professionalita’ di chi lo insegna, esiste inoltre un marchio internazionale che solo gli insegnanti diplomati possono esporre nel proprio centro di yoga.

CHI E’ BKS IYENGAR?

BKS Iyengar e’ un maestro di yoga di fama internazionale. E’ stato uno tra i primi maestri ad introdurre lo yoga in Occidente e ad oggi rappresenta la figura di maggior rilievo nell’ambito dello yoga mondiale.

Nel 2004 e’ stato intervistato e fotografato nella rivista Time magazine come uno dei cento personaggi che hanno piu’ influenzato il nostro secolo. BKS Iyengar compira’ 90 anni il 14 Dicembre del 2008, e ad oggi continua ad essere un esempio con la sua pratica e i suoi insegnamenti e fonte di ispirazione per millioni di praticanti di yoga nel mondo.

BKS Iyengar e’ autore di numerose pubblicazioni ed e’ considerato una delle figure piu’ autorevoli nella disciplina e nella filosofia dello yoga. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in ben 27 lingue. Il suo bestseller “Teoria e pratica dello yoga” e’ considerato la Bibbia dello yoga ed e’ adottato come manuale di riferimento e libro di testo in tutte le scuole di yoga in Italia e all’estero. Grazie alla sua opera e ai suoi insegnamenti, l’Iyengar yoga e’ ad oggi lo yoga piu’ praticato e seguito al mondo, e riconosciuto a livello internazionale per la sua serieta’, efficacia e qualita’ terapeutiche.

“ Il corpo e’ lo strumento attraverso il quale si puo’ raggiungere lo spirito.” BKS Iyengar.
Articolo scritto da Michela Franci

 

ESERCIZI YOGA PER IL MAL DI SCHIENA

E' un disturbo largamente diffuso che ha raggiunto proporzioni “epidemiche": la lombalgia cronica.

Una ricerca statunitense pubblicata sulla rivista scientifica Pain ha verificato gli effetti della pratica Yoga, e in particolare del metodo Iyengar, su un gruppo di persone affette da questo tipo di problema.
E’ la prima sull'argomento a utilizzare uno studio randomizzato e controllato, cioè senza criteri di inclusione: i pazienti scelti non hanno mai praticato yoga. Hanno frequentato, per circa tre mesi, una lezione alla settimana della durata di un'ora e mezza e sono stati incoraggiati a praticare a casa per trenta minuti per cinque giorni alla settimana.

Risultato: una significativa riduzione dell'intensità del dolore, della disabilità funzionale e dell'uso di medicinali dopo tre mesi di pratica. Lo studio ha preso in considerazione ventinove posture tra quelle supine, sedute, erette, piegate in avanti e le torsioni che hanno portato alla progressiva riabilitazione del disturbo migliorando gli squilibri del sistema muscolo-scheletrico che influenzano l'allineamento spinale e la postura, aumentando la flessibilità, la mobilità e la stabilita nella muscolatura e nelle articolazioni. All'inizio sono stati proposti asana (posizioni) in grado di alleviare il dolore e la tensione muscolare, per passare, poi, all'allungamento dei fasci muscolari che si attaccano alla colonna e alle pelvi, e all'apertura di anche e inguini.

Le torsioni accedono ad un livello più profondo dei muscoli dorsali e aiutano a riallineare le vertebre, ad aumentare lo spazio intervertebrale, diminuendo la possibile compromissione delle radici nervose.
«Quando il muscolo è indolenzito, va in contrattura e non può più essere forte per sostenere la colonna», spiega Daniela Jurisic, specialista in medicina fisica e riabilitazione a Milano e Pavia.

«Lo yoga insegna che un muscolo rilassato può essere anche forte. Dobbiamo, quindi, ribaltare la nostra tendenza a pensare che "ammorbidire" il corpo, lo renda più debole. Inoltre, attraverso l'elettromiografia, possiamo constatare che sono i muscoli più piccoli, quelli vicini alla colonna, che devono essere mantenuti alla massima efficienza per essere un adeguato sostegno. Infatti, se non sono forti, la schiena non sarà stabile e la muscolatura sovrastante andrà in contrattura. Ciò significa che bisogna rieducare i muscoli ad agire nel modo giusto, rafforzandoli, allungandoli e attivandoli e, in questo, lo yoga lavora molto bene», chiarisce la dottoressa.

Sulla base di queste ricerche, Daniela Jurisic ha avviato a Pavia un "Centro per la Salute della Schiena" in collaborazione con fisioterapisti e insegnanti di yoga del Centro "Essere per Divenire" che utilizzano il rigore e la precisione nella pratica come propugnato da Iyengar.
«Abbiamo cercato di percorrere la stessa strada ampliando le possibilità con l'inserimento dello studio sulla scoliosi per il quale abbiamo già avuto risultati positivi. Naturalmente, è un discorso che va portato avanti in equipe», conclude.

da Salute, inserto di La Repubblica, del 16 Febbraio 2006

 

LO YOGA CON LE MESTRUAZIONI

Praticare yoga significa ripristinare l’ equilibrio psico-fisico dell’ individuo.
La donna durante il ciclo mestruale si trova in uno stato di disequilibrio a causa degli ormoni in circolazione nel sangue. Come conseguenza, il livello di energia è basso e il corpo necessita riposo e relax. In generale quindi si consiglia di usare i supporti (cinture, mattoni, etc.) durante l’esecuzione delle posizioni. Se usati in modo appropriato, hanno un effetto rilassante sia sul sistema nervoso che sulla zona addominale.

Secondo il metodo Iyengar, alcune posizioni yoga eseguite secondo determinate sequenze sono particolarmente indicate durante il ciclo mestruale, specialmente per chi soffre di crampi addominali e dolori alla schiena tipicamente associati al ciclo mestruale.

Le posizioni invertite come Sirsasana e Sarvangasana (sulla testa e sulle spalle) sono sconsigliate da eseguire durante il ciclo mestruale perchè vanno contro la naturale discesa del mestruo. Durante il ciclo infatti c’è un accumulo di sangue maggiore nella zona pelvica e le posizioni invertite potrebbero causare una congestione vascolare nelle pelvi e ostacolare il normale deflusso di sangue.

Sono sconsigliate anche le posizioni in piedi sostenute a lungo, le posizioni di equilibrio, addominali e quelle indietro. Tutte queste posizioni hanno infatti come caratteristica comune quella di creare molta energia nel corpo e potrebbero quindi essere troppo aggressive sul sistema nervoso e endocrino durante il ciclo mestruale.

Per quanto riguarda il pranayama (le tecniche di respirazione), si consiglia la pratica dell’ Ujjayi e del Viloma, da praticare comunque in sede separata dalle asana. In generale, è bene sottolineare che durante in ciclo sia gli asana che il pranayama vanno praticati con particolare attenzione al rilassamento finale, meglio ancora se fatto con i supporti.

Appena terminato il ciclo, si può subito riprendere a praticare normalmente, assicurandosi di praticare da subito le posizioni invertite. Queste infatti aiutano a ristabilire l´equilibrio a livello ormonale e sono particolarmente benefiche per il sistema riproduttivo e circolatorio.

La lista di asana che segue e´ particolarmente indicata durante le mestruazioni. Alcune sono piu´o meno indicate a seconda del livello di pratica e comunque da praticarsi seguendo determinate sequenze.

È bene in ogni caso consultare il proprio insegnante per scegliere una sequenza appropriata a seconda del proprio livello di pratica o di eventuali problematiche.
Ricordatevi che il vostro corpo è “unico” e solo con esperienza e dedizione alla pratica si può imparare a conoscerlo.

Asana da praticare durante il ciclo mestruale:

Ardha Chandrasana
Utthita Hasta Padangusthasana II
Supta Virasana
Supta Baddhakonasana
Supta Svastikasana
Matseyasana
Supta Pagangushtasana II (con cintura)
Adho Mukha Virasana
Adho Mukha Svastikasana
Baddhakonasana
Janu Sirsasana
Pashimottanasana
Triang Mukhaikapada Paschimottanasana
Ardha Baddha Padma Paschimottanasana
Marichyasana I and II
Upavisthakonasana and Parsva Upavisthakonasana
Adho Mukha Upavisthakonasana
Viparita Dandasana con sedia e
Setubandha Sarvangasana (entrambe con i piedi elevati sopra un supporto)

Per la pratica del pranayama:

Svastikasana
Virasana
Padmasana


Articolo scritto da Michela Franci
Gli asana da “Yoga per la donna” di Geeta Iyengar

 

 


VILOMA PRANAYAMA

Il Viloma Pranayama e' una fra le tecniche di respirazione piu' indicate da introdurre ad allievi principianti. Iyengar elenca nove fasi, da praticare a seconda del livello di pratica e condizione di salute dell' allievo.
Nel Viloma la respirazione non avviene in modo continuo ma attraverso diverse pause interrotte che aumentano la durata dell' inspirazione o/e espirazione. Per esempio nel Viloma I si inspira per un paio di secondi, si fa una pausa circa della stessa durata, immobilizzando senza sforzo il diaframma e mantenendo i muscoli intercostali sollevati e in espansione, cioe' senza far crollare il torace nel momento delle pause. Si prosegue nell'inspirazione nello stesso modo fino a che i polmoni sono pieni (si impiegono di solito quattro o cinque pause). L'espirazione e' lenta e profonda in Ujjayi, rilasciando il diaframma. Si pratica dai 7 ai 10 minuti o comunque prima che subentrino tensioni o fatica.

Benefici della fase I (inspirazione interrotta-puraka- da sdraiati): indicato per principianti, invalidi, persone deboli, affaticate o con pressione bassa.
Benefici della fase II (espirazione interrotta-rechaka- da sdraiati): indicato per principianti, invalidi, persone deboli, affaticate, con pressione alta o problemi di cuore. Procura un senso di leggerezza e rimuove tensioni nel sistema nervoso.
Benefici della fase III (combinazione della fase I e II da sdraiati): indicato per principianti. I benefici sono gli stessi della fase I e II.
Benefici della fase IV (inspirazione interrotta-puraka- da seduti): si fa uso di Jalandhara bandha. Ha le stesse indicazioni e controindicazioni del Viloma I.
Benefici della fase V (espirazione interrotta-rechaka- da seduti): si fa uso di Jalandhara bandha. Produce uno stato di quiete ed ebrezza. Indicato per principianti in condizioni di normale salute.
Benefici della fase VI (combinazione della fase IV e V da seduti): si fa uso di Jalandhara bandha. Sviluppa resistenza e crea stato di ebrezza.
Benefici della fase VII (inspirazione interrotta-puraka- da seduti con Antara kumbhaka-trattenimento del respiro alla fine dell'inspirazione): si fa uso di Jalandhara bandha. Indicato per allievi intermedi e avanzati, soprattuto per coloro che soffrono di pressione bassa in quanto i polmoni vengono areati ed elasticizzati.
Benefici della fase VIII (espirazione interrotta-rechaka- da seduti con Bahya kumbhaka-trattenimento del respiro alla fine dell'espirazione):si fa uso di Jalandhara bandha. Indicato per allievi intermedi e avanzati, rilasssa il sistema nervoso.
Benefici della fase IX (combinazione della fase VII e VIII da seduti): si fa uso di tutti e tre i bandha: Jalandhara bandha, Mulabandha alla fine dell'inspirazione con Antara kumbhaka e di Uddiyana bandha alla fine dell'espirazione con Bahya kumbhaka). Indicato solo per allievi avanzati.

Per chi soffre di pressione alta, le tecniche di pranayama piu' indicate sono il Viloma II, Ujjayi II (da sdraiati), Ujjayi VI (da seduti) e Ujjayi X (da seduti, eseguito con Bahya kumbhaka - trattenimento del respiro alla fine dell'espirazione senza Mulabandha).
Chi soffre di ipertensione, pressione alta, problemi cardiaci, etc.., durante la pratica del Viloma II e Ujjayi II, dovrebbe usare un supporto in legno adeguato sotto il torace e avere la testa leggermente rialzata (Special precautions - “Light on Pranayama”).
Questi pranayama sono consigliabili perche' rimuovono la tensione dal sistema nervoso.
Sono da evitare, per chi soffre di ipertensione:Bastrika, Kapalabhati e tutti i tipi di pranayama dove viene applicato Antara Kumbhaka, in quanto potrebbero creare danni al cuore e al sistema nervoso.


YOGA IN GRAVIDANZA (ASANA E PRANAYAMA)

Le posizioni in piedi vanno adattate e praticate con l'ausilio dei supporti.
L'addome e l'utero devono essere sempre rilassati. Le posizioni piu' avanzate come Sirsasana, l'equilibrio sulla testa, vanno evitate se non sono state praticate prima della gravidanza.
La lista di asana da me personalmente compilata dovrebbe essere d'ausilio come linea guida generale. Si consiglia di praticarle seguendo sequenze specifiche a seconda delle necessita' e condizioni fisiche individuali e in ogni caso sotto la guida di un insegnante esperto:

Tadasana e Urdhva Hastasana (con mattone all'interno delle cosce) e con le variazioni per le braccia (Parsvatasana, Urdhva Baddhanguliyasana, Gomukhasana, Paschima Namaskarasana, Garudasasana)
Adho Mukha Svanasana (preferibilmente con supporti)
Baddha Hasta Uttanasana
Ardha Uttanasana
Utthita Hasta Padangusthasana II (con cintura e supporto sotto il tallone)
Trikonasanana
Uhttita Parsvakonasana
Virabhadrasana II
Ardha Chandrasana
Parsvottanasana (con schiena concava)
Parighasana
Presarita Padottanasana I (con schiena concava)
Sirsasana e Parsva Sirsasana
Adho Mukha Virasana
Virasana con le variazioni per le braccia (Parsvatasana, Urdhva Baddhanguliyasana, Gomukhasana, Paschima Namaskarasana, Garudasasana)
Supta Virasana (con supporti)
Dwi Vipada Viparita Dandasana (con due sedie e supporto sotto la testa)
Baddha Konasana(con schiena concava)
Upavishta Konasana (con schiena concava)
Supta Baddha Konasana (con supporti)
Malasana (con supporti e piedi separati)
Svastikasana
Janu Sirsasana (con schiena concava)
Paschimottanasana (con schiena concava)
Ardha Baddha Paschimottanasana (con schiena concava)
Trianga Mukha Eka Pada Paschimottanasana (con schiena concava)
Dandasana
Supta Padangustasana II (con cintura e bolster)
Setu Bandha Sarvangasana (con bolters incrociati)
Sarvangasana (con o senza sedia)
Halasana (gambe elevate)
Ardha Viparita Karani (con sedia)
Utthita Marichasana
Bharadvajasana I (con o senza sedia)
Marichasana I (solo torsione)
Supta Pavamkthasana-Ardha Sutpa Pavamkthasana
Supta Ardha Padmasana or Matsyasana (con supporti sotto testa e torace)
Ardha Jathara Parivartanasana
Urdhva Presarita Padasana (gambe appoggiate al muro)
Savasana (supporto sotto le cosce per rilassare gli inguini)

Pranayama per donne in gravidanza:

Il pranayama (tecniche di respirazione) puo' essere praticato da sdraiate (con supporti sotto la testa e il torace) oppure con l' ausilio di una sedia specifica per lo yoga.
E' importante che non ci sia alcuna tensione nella regione pelvica e nel diaframma cosi' che ogni inspirazione possa avvenire in modo naturale e senza alcun sforzo. In linea generale, le sessioni di pranayama dovrebbero essere praticate separatamente dalle asana.
I tipi di pranayama indicati in gravidanza sono i seguenti:
Viloma I and II
Ujjay I and II

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Articolo scritto da Michela Franci
Gli asana da “Yoga per la donna” di Geeta Iyengar
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LE CINQUE AFFLIZIONI CHE DISTURBANO L'EQUILIBRIO DELLA COSCIENZA

Nel secondo pada degli yoga sutra di Patanjali vengono descritti i Pancaklesa, i cinque tipi di afflizioni. Patanjali intende designare con essa tutto cio' che affligge la mente causando tutte le sofferenze della vita, afflizioni da eliminare per inibire i vortici della mente e realizzare lo yoga “YOGA CITTA VRITTI NIRODA (SUTRA I.2)”.

“AVIDYA ASMITA RAGA DVESA ABHINIVESAH KLESAH (SUTRA II.3)”:
AVIDYA e' l'ignoranza, la mancanza di conoscenza spirituale, l'inconsapevolezza che conduce all'errore di prospettiva, l'illusione, l'eccesso di sicurezza che esclude il dubbio e ci fa prendere posizioni che impediscono il dialogo. L'ignoranza porta all'arroganza, per contro colui che sa molto e' semplice e umile. L'ignoranza viene dissolta con lo svilippo di “Viveka” che e' la capacita' di discernimento, il saper distinguere tra bene e male, etcc.
ASMITHA e' il senso dell'io accanitamente radicato, l'egoita', l'arroganza, l'identificazione dell'anima con la mente, errore grossolano e di grande sfiducia nell' ordine delle cose.
RAGA e' l'attrazione fondata sul ricordo del piacere che ci fa desiderare di riprodurre tale piacere per possederlo, una sorta di attaccamento che ci distoglie dal vero apprezzamento del momento in cui il piacere spontaneamente si presenta, o la vita ce lo offre.
DVESA e' l'esatto contrario di Raga, e' l'ostilita', la repulsione, il ricordo del dolore che ci fa evitare certe esperienze a causa della paura (che puo' manifestarsi sotto forma di insofferenza, aggressivita', rabbia, etcc., tutte maschere della paura) innescando meccanismi di difesa rigidi e ripetitivi.
ABHINIVESA e' l'attaccamento alla vita che e' qualcosa di negativo rispetto al naturale istinto di sopravvivenza. Ha sempre a che fare con la paura di perdere qualcosa o qualcuno, privilegi, beni materiali, affetti, etcc. in ultima analisi la paura di perdere la vita, della morte, quindi quando questa viene intesa come fine di tutto e non come naturale passaggio dell'anima.

I primi due klesa appartengono alla sfera intellettuale, mentre Raga e Dvesa appartengono alla sfera emozionale e quindi danno origine a disturbi psicosomatici.Invece Abhinivesa appartiene alla sfera istintiva e inconscia del cervello, dettata dalle esperienze-incarnazioni precedenti (Samskara).

La presenza dei guna dentro il nostro essere crea diversita' nella mente e ci fa vedere la realta' in modo frammentato. I Klesa sono dunque influenzati anche dai guna, per questo la sola conoscenza intelletuale non basta per eradicare tutte le sofferenze ma occorre una pratica yoghica commisurata al loro radicamento.

“AVIDYA KSETRAM UTTARESAM PRASUPTA TANU VICCHINNA UDARANAM (SUTRA II.4)”.
AVIDYA, la mancanza di conoscenza spirituale, e' origine di tutti i dolori e miserie della vita e fonte continua in quanto sempre manifesta ”UDARANAM”.
Gli altri quattro klesa si manifestano in uno dei quattro stati: PRASUPTA (dormiente), TANU (attenuato), VICCHINNA (alternato) o UDARANAM (attivo, manifesto).

 

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